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martedì, 31 maggio 2005

Tonari No Totoro

Hayao Miyazaki, 1988, Giappone

 





Forse avrei dovuto capirlo stamattina, quando il mio dito indice, indugiando un momento di troppo sul tasto forward del mio lettore, è andato a ripescare la colonna sonora di Requiem for a Dream.
Di per sé non ci sarebbe nulla di male.
Ma io volevo ascoltare i Tarwater.
E’ un bell’album, quello dei Tarwater. Davvero bello.
Ma io ascolto Requiem for a Dream, mentre vado al lavoro.
Avrei dovuto capirlo da questo.
Tornare a casa e fingermi morta.
E invece no.
Così sono totalmente impreparata quando la mia collega, colta da improvvisi quanto misteriosi conati di vomito, mi abbandona al mio destino: un’orda di famelici clienti, tra i quali mi piacerebbe citare i due vecchi batraci americani che, sopravvalutando enormemente il mio inglese, mi intrattengono con un buon quarto d’ora di frizzi e lazzi. E io devo ridere. O almeno provarci. Stiro innaturalmente le labbra. E quasi mi sembra di avere una paresi. Mi fa male la mandibola.
Sta iniziando ad allentarsi la tensione, quando appare una mia compagna di accademia con sua madre. Non ci vediamo da tre anni e mi dice delle cose. Anch’io le dico delle cose. Cose inutili. E intanto stiro le labbra. Parlo, parla e stiro. Ha i denti di sua madre, con quello spazio tra i due incisivi. Dice che mi scriverà. Spero che menta. Sono gentile con il gruppo di messicani, ai limiti dell’ipocrisia con la signora francese.
Chiudo.
Esco e devio lo sguardo quando incrocio una mia compagna delle medie. Quella che è stata a Passaparola.
Per le strade ci sono cose aberranti.
In metropolitana ci sono cose aberranti.
Fuori dalla metropolitana c’è Gnappi. Sta perdendo i capelli.
Mi nascondo dietro a una signora grassa.
Disegno e rovino una tavola. Mi sovviene che domani devo spedire il tutto.
Annaspo e decido che forse è il caso di interrompere.

E’ dunque con una disposizione d’animo non proprio benevola che mi appropinquo a Totoro.
Sono anche (non so perché) prevenuta. Forse perché credo che tra i lavori di Miyazaki sia quello più direttamente rivolto ai bambini.
Ma mi devo ricredere subito.
Ci sarebbe poco da dire su Tonari No Totoro: è un film in cui succede poco o nulla.
Ci sarebbe poco da dire se la magia di Miyazaki, ancora una volta, non riuscisse.
Tonari No Totoro è un film che parla dell’infanzia e che commuove nel modo in cui descrive i piccoli gesti.
E' un film in cui ci sono bambini che urlano, ridono, piangono, corrono, si perdono e vedono cose che sfuggono ai grandi, come le palline di fuliggine e un criceto grasso che vola su una trottola.
Anch'io voglio toccare il naso di un criceto grasso.
Voglio giocare con le palline di fuliggine.
Voglio far crescere un albero che faccia ombra sulla mia casa di notte e scompaia e di giorno.

E adesso mi ascolto i Tarwater.

Pensato dalla mente di: stranestorie a 02:30 | link | commenti (9) |
visioni, ammore


Commenti
#1   31 Maggio 2005 - 11:48
 
^___^

(anche per i Tarwater)
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#2   31 Maggio 2005 - 15:53
 
stavolta sono io a concordare su tutto.
anche sulla compagna delle medie.

chissà com'è il naso di un criceto grasso?
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#3   31 Maggio 2005 - 19:30
 
@ohdaesu: ^___^ anche a te.
@ichi: il naso di un criceto grasso è, ovviamente, molto umido.
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#4   14 Ottobre 2005 - 12:44
 
l'ho visto ieri, totoro, sono perfettamente d'accordo con te. E l'alchimia di Miyazaki è ancora più grande perchè non fa tener conto dell'immobilità della campagna e della lentezza con cui si muovono le cose.
Ale
utente anonimo

#5   05 Dicembre 2005 - 12:06
 
Grande film, all'inizio quando esploravano la casa ero li con gli occhi spalancati, emozionato come un bambino!:)
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#6   25 Gennaio 2006 - 00:49
 
E come si fa a trovarlo in italiano?????????????
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#7   14 Febbraio 2006 - 23:06
 
totorooooooooooooooo

Lei
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#8   30 Marzo 2006 - 11:16
 
è il mio preferito!
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#9   08 Gennaio 2007 - 10:57
 
L'ho visto ieri. Lo adorato. Ho pensato come mai mi piacesse così tanto visto che la trama non è quel granchè, ma gli atteggiamenti della bambina mi fanno impazzire. Troppo tenera. Mi ha stupito come l'autore ha proposto questi classici tipici atteggimenti dei bambini che uno magari non ci fa caso perchè è normale... invece..
Bello bello.
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